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"L' etica Persistente"  

a cura di

Massimo Sgroi

Ogni giorno milioni di persone percorrono strade che li portano da non luoghi ad altri non luoghi. Sono le vie delle grandi metropoli urbane che percorrono come ferite il tessuto delle città, delle banlieue, degli agglomerati dove gli esseri umani corrono, come lemming impazziti, verso la catastrofe socio ecologica del terzo millennio. Sono gli abitanti che vivono le agonie dei non luoghi, dei mostri delle grandi conurbazioni deprivate delle identità e delle storie; i mostri dove ogni frazione di città finisce per essere un mondo altro rispetto a una storia e una memoria. Le ansie etnocentriche delle concentrazioni forzate di etnie spesso distanti fra loro annullano ogni possibilità di creazione di un mondo che abbia un progetto e le distopie di questa esistenza creano soltanto una maligna evoluzione di disuguaglianze. E’ Blade Runner che prende forma, per lo meno nella sua mostruosa accezione socio-urbanistica. E l’agonia di Los Angeles diviene quella di Parigi, Londra, Berlino, Milano, Roma, Napoli ma, anche, delle periferie suburbane a volte addirittura dominanti rispetto all’agglomerato principale e il sogno di una società pacifica è tramontato sostituito da una relazione in cui la violenza stessa è la nervatura del rapporto individuale e collettivo. A che serve ancora l’arte? Ha ancora senso ricercare una bellezza sempre più lontana dalla sua vera essenza filosofica e sempre più legata a una vuota estetica di mercato? Le risposte attraversano, senza omogeneità l’intero mondo della cultura e dell’arte. Per capirci: uno dei problemi più drammaticamente urgenti dell’intero territorio nazionale, le grandi organizzazioni mafiose diventano, nell’immaginario collettivo, cinema da Oscar. E, questo, è un discorso pericoloso.   

Nella nuova grammatica dell’arte esiste una forma delle relazioni che, mai come oggi, è incontrollabile sistema di frammenti assiomatici impazziti; lo spirito di trasformazione, che agitava il coerente pensiero umano fino all’inizio degli anni ’80 si dissolve in un frammentato universo di pensieri, d’idee, di sensazioni la cui forma è rarefatta architettura di entropia. Il relativismo assoluto è il demone che agita i sogni inquieti del nuovo essere umano, figlio di una sovrapposizione di mondi e di realtà la cui compresenza sembrava del tutto impossibile per gli umani. E l’anima malata spinge verso le pareti del suo involucro l’obsoleta struttura corporea, per gridare la sua inadeguatezza verso l’eccessivo flusso d’informazioni. Come nuovi stregoni evochiamo, allora, questo spirito del tempo che, alla fine, diviene per noi assolutamente incontrollabile.

In questo processo caotico lo spirito sensibile si lascia portare, verso la propria rinascita o, al contrario, verso l’autodistruzione. Esiste, d’altra parte, la necessità assoluta di insediare i frammenti della memoria nella diversa percezione della realtà; l’obbligatorietà assoluta, di restituire un senso comune alla frammentazione stessa dell’esistenza. Lello Lopez trova la sua sintesi sul confine che separa i mondi: quello della vecchia forma dell’umano in cui l’esperienza sensibile era l’unica possibile e quella legata alla virtualità, e di converso alla sua attualizzazione, del flusso elettronico delle tecno scienze e dell’immanenza comunicativa. E’ il gioco della ricerca della contemporaneità artistica che ha un occhio verso l’onda della memoria della forma dell’arte e l’altro verso la parcellizzazione della stessa nei mille rivoli della percezione iperveloce che impone la differente percezione della vita.  I sottili steli d’erba che fioriscono dalle sedimentazioni melmose sono come figure assiomatiche che riportano sulla superficie dell’opera le caotiche linee del racconto della contemporaneità, laddove il grigio di fondo dell’opera è solo superficie su cui imprimere le alterate linee segniche del linguaggio artistico del terzo millennio. Le opere di Lello Lopez invadono lo spazio silente del Museo laddove si sovrappongono le figure archetipiche della nostra terra, per diventare invadente virus che è la nuova chiave di lettura della memoria stessa. Il linguaggio creativo di Lopez è solo apparentemente semplice; in realtà esso recupera degli stilemi già dati rimodellandoli secondo quelle che sono le chiavi di lettura dei segni del terzo millennio. Nelle sue installazioni associa sempre un significante estremamente semplice e lineare con un significato contorto, frammentato e/o frastagliato, così com’è il linguaggio dell’era dell’androide. Ogni tanto appare, come assioma della memoria che invade l’opera, un luogo che, nella sua estrema semplicità, è contemporaneamente familiare e “altro”. E’ il tinello piccolo borghese che accoglie i migranti o gli steli d’erba che a fatica fuoriescono dalla melma. E' l’attestazione di realtà dell’artista napoletano, un uomo che, con le sue angosce, le sue paure verso un mondo spiazzante e oscuro, ha il coraggio di trasferirle, attraverso il suo lavoro, nelle nostre stesse percezioni a simboleggiare la necessità assoluta di insediare la nostra cultura rivendicandone una radice ed una provenienza. Anche la nuova forma umana, con la mente invasa dall’immagine dei media, ha la necessità di una memoria. L’intera mostra assume, allora, un significato più profondo, più legato alla nostra cultura mediterranea quando viene trasferita nei valori etici dell’esistenza. E’ l’ibridazione che ristabilisce l’urgenza di avere una dialettica con il nostro passato per imparare a progettare un futuro che non sia soltanto una fuga verso il nulla.  M. Sgroi                        

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"L'etica Persistente" 2014 installazione MAC3-partial view-(il pavimento è l'immagine  fotografica stampata su plotter di un pavimento di una villa confiscata alla camorra)

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"L'etica Persistente" 2014 stampa e acrilico su tela cm95x115

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...mentre trascrivo sulla parete parti de "La peste di Atene" (dal De rerum natura di Lucrezio Caro)

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"L'etica Persistente" 2014 stampa e acrilico su tela cm95x115

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 "L'etica Persistente" 2014 stampa e acrilico su tela cm95x115

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 "L'etica Persistente" 2014 stampa e acrilico su tela cm95x115

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stickers su vetro

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"L'etica persistente" -partial view-

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 "L'etica persistente" -partial view-

Lello Lopez-Installazione MAC3-Partial v

"L'etica persistente" 10 elementi:collage e tecnica mista su foto -partial view-

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"L'etica persistente" -partial view-

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